A Treviso, lungo il Sile, il fiume di risorgiva più lungo d’Europa, l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin ha preso parte ad un importante progetto lanciato assieme ad ATS, al Comune, all’Università di Padova e alle strutture regionali del Genio Civile, che permetterà di raccogliere preziosi spunti oltreché ulteriori dati oggettivi relativamente alle acque fluviali, così da capire come il fiume interagisce con le diverse situazioni circostanti.
Monitorare lo status dei corpi idrici è estremamente importante, cosa che anche la Regione Veneto fa già abitualmente sull’intero territorio, sia tramite il suo braccio operativo rappresentato da ARPAV (che compie oltre 70mila controlli annui sulle tre matrici ambientali acqua, aria e terra), sia tramite altre iniziative con l’obiettivo di garantirne sempre una migliore qualità.
In questo caso si parla di un percorso virtuoso che parte dal Sile, con un approccio assolutamente scientifico e per nulla ideologico, con cui si potranno incrementare gli elementi di conoscenza così da essere sempre pronti, di fronte ad eventuali situazioni problematiche che solo le ricerche permettono di evidenziare, per aggredirle da subito e trovare le adeguate soluzioni, come è stato ad esempio per i PFAS.
