A Roma al convegno organizzato dal Consiglio Nazione degli Ingegneri e dal Consiglio Nazionale dei Geologi in occasione della giornata nazionale della prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico e a cui è stato invitato l’assessore regionale alla Difesa del Suolo per esporre quanto realizzato dalla Regione del Veneto su questo fronte e che ha fatto diventare la Regione Veneto un riferimento nazionale.
Un convegno particolarmente importante che ha visto la partecipazione di ben tre ministri, Salvini, Musumeci e Pichetto Frattin (Infrastrutture e Trasporti, Protezione Civile e Ambiente e Sicurezza Energetica) oltre che del Capo Dipartimento della Protezione Civile Nazionale Curcio e della Direttrice Generale di Ispra Siclari. L’assessore ha avuto modo di esporre il piano regionale di mitigazione del rischio idrogeologico che comprende bacini di laminazione, consolidamenti e rialzi arginali, diaframmature, pennelli, briglie e molto altro. 2527 cantieri attivati negli ultimi 4 anni per oltre un miliardo di euro di opere. Ma ha anche avuto modo di sottolineare la complessità delle procedure per avviare un cantiere anche se finalizzato all’incolumità pubblica e gli ostacoli culturali che incontriamo. Ha evidenziato la necessità di una importante semplificazione burocratica per questo tipo di opere, che sono contenute nella strategia regionale di adattamento ai cambiamenti climatici.
Per il futuro sarà necessario avere maggior attenzione nella pianificazione urbanistica e progettare con nuovi criteri tenendo conto dell’intensificarsi della frequenza degli eventi estremi. Su questo ultimo tema a breve l’assessore parteciperà alla presentazione di un importante studio realizzato dall’Università di Padova.
