Partendo da un dato inequivocabile collegato all’innalzamento delle temperature, nel suo intervento l’assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin ha evidenziato come negli ultimi trent’anni vi sia stato un aumento di 1,5 gradi. Cosa che ha profondamente modificato anche il modo di piovere, ponendoci sempre più spesso di fronte a fenomeni estremi, caratterizzati da precipitazioni eccezionali che si alternano peraltro a periodi di grande siccità. Per far fronte innanzitutto alla prima problematica, usando una metafora per “far virare la nave”, in questi anni è stato dato avvio a una specifica strategia di adattamento ai cambiamenti climatici, mettendo insieme i vari piani (urbanistici, di difesa del suolo, dei trasporti, etc.) così da creare un unico coordinamento funzionale nel loro sviluppo. Tra questi assoluta importanza rileva il piano D’Alpaos, nato insieme all’Università di Padova dopo l’alluvione del 2010 e incentrato sulle opere di difesa del suolo. Parliamo di un piano dinamico, che si evolve nel tempo, tant’è che partiva con una programmazione per 2,7 miliardi di euro che nel tempo si è allargata a interventi per oltre 3,5 miliardi. All’interno di questa programmazione sono citati spesso i bacini di laminazione, probabilmente il tipo di intervento più nuto, ma non il solo.
Tantissime altre sono le opere messe in campo, dai consolidamenti arginali alle diaframmature, dalle briglie alle difese spondali e molto altro ancora. Opere non visibili, come potrebbe essere un marciapiede nuovo in una piazza, ma di importanza fondamentale e per le quali si investono ingentissime risorse. In tal senso l’assessore Bottacin ha voluto citare un esempio: sopra la frazione di Sottoguda, in Comune di Rocca Pietore epicentro della tempesta Vaia, una briglia è esplosa trattenendo la forza dei detriti che colavano dalla montagna. Se non ci fosse stata quell’opera di difesa del suolo, Vaia avrebbe scaricato la sua forza nel paese sottostante, provocando oltre a danni maggiori anche dei morti. Dopo quell’evento, in questi ultimi sei anni sono partiti 2527 cantieri per oltre un miliardo di euro, frutto di questo lavoro. Nessuna Regione ha investito un importo così rilevante in così poco tempo. E in tale contesto ha poi voluto ricordare come in altre occasioni ci siano state precipitazioni molto più rilevanti del 2010, come nelle giornate del 5 e 6 dicembre 2020, dove si è registrato il doppio di pioggia nello stesso arco temporale, ma con danni enormemente minori. E ciò proprio grazie ai lavori fatti in questi anni. Bottacin ha poi toccato i temi delle zone verdi e della loro importanza, anche nel contesto delle aree urbane, degli sforzi fatti per ridurre il consumo di suolo (anche se in questo caso il dato Veneto risulta viziato dai lavori collegati alla Pedemontana) e degli investimenti collegati al risanamento della qualità dell’aria (bandi stufe, auto, etc.).Infine un passaggio sull’importanza di coltivare la cultura della conoscenza dei rischi, così da poterli evitare.
