L’assessore regionale alla Protezione Civile Gianpaolo Bottacin ha partecipato al settantesimo anniversario del Soccorso Alpino Veneto. E’ stato un momento importante per ricordare chi ha sacrificato la vita per gli altri. “Conosco bene e da molti anni il Soccorso Alpino, ne apprezzo competenze, qualità e dedizione. Non è un caso dunque se fui proprio io il promotore della prima Legge regionale organica in materia, approvata nell’ormai lontano 2007, in cui si riconosceva un preciso ruolo al sodalizio e venivano altresì potenziate le sue attività. C’ero nel 2009, quando dovemmo dare in Duomo a Belluno l’ultimo saluto all’equipaggio di Falco, caduto a Rio Gere. In quell’occasione non potei, allora da presidente della Provincia, non sottolineare la mancanza di sensibilità di qualche istituzione che forse non colse appieno la tragicità del momento.” specifica Bottacin.
E’ stata un’occasione per commemorare anche i soccorritori caduti nel 2011 a San Vito e quelli a Domegge nel 2012. L’assessore ha voluto poi ricordare l’assoluto valore del servizio messo in campo da questa associazione, cosa di cui ebbe una volta di più prova quando l’allora capo nazionale della Protezione Civile Borrelli lo svegliò alle 3 del mattino, nel gennaio del 2017, per comunicargli che aveva bisogno dei volontari del Soccorso Alpino del Veneto per intervenire sulla valanga di Rigopiano in Abruzzo; e anche in quel caso si misero in luce per massimo impegno e professionalità, riconosciuta non solo in Veneto, ma a livello nazionale. E proprio sul valore di questo termine, professionalità, Bottacin ha voluto chiudere il suo intervento: poco importa infatti se i soccorritori siano dei professionisti o – come nel caso del Soccorso Alpino – dei volontari, l’importante è che siano professionali, e loro assolutamente lo sono.
