L’assessore Bottacin è intervenuto a Marghera ad un convegno organizzato dalla Federazione degli ingegneri del Veneto e dalla Commissione Difesa del Suolo dell’Ordine degli Ingegneri di Venezia, dedicato ad approfondire le dinamiche dell’alluvione dello scorso maggio, che ha colpito in particolare l’Emilia Romagna.
Quanto accaduto ha stimolato gli organizzatori a un incontro per valutare la situazione nel territorio Veneto.
I cambiamenti climatici negli ultimi anni hanno portato a situazioni particolari per cui di acqua spesso ce ne è troppa o troppa poca, mutando in maniera repentina.
Nel suo intervento l’assessore ha sottolineato il lungo percorso della Regione, iniziato una decina d’anni fa con il piano Casarin D’Alpaos per la messa in sicurezza del territorio dal punto di vista idraulico e idrogeologico.
Immenso è il lavoro fatto come Regione con investimenti diretti per oltre 400 milioni e un ulteriore 1,5 miliardi di risorse raccolte attraverso altri canali di finanziamento per un totale di quasi 2 miliardi di euro investiti.
Tanti interventi su tutto il territorio per la sicurezza dei cittadini. Tra questi interventi anche 23 bacini di laminazione di cui 8 già operativi, gli altri in via di completamento e alcuni in fase di progettazione.
Ma centinaia e centinaia di cantieri anche per rinforzi arginali diaframmature pennelli, soglie, briglie e altro ancora.
Opere che fanno notizia quando non ci sono, meno o per nulla quando servono a salvare territorio e vite umane, come si è visto con Vaia e con l’alluvione del dicembre 2020, di cui in relazione a quest’ultima fortunatamente si è parlato poco proprio perché, nonostante la sua forza d’urto, le opere preventive messe in campo in precedenza avevano fatto un eccellente lavoro. Previsioni meteo, prevenzione e controllo sugli effetti al suolo che eseguiamo ad esempio attraverso I.M.A.GE. un programma per il controllo delle piene sviluppato con l’Università di Padova, sono dunque elementi fondamentali in materia, su cui abbiamo puntato l’attenzione e gli investimenti.
Per essere ancora più performanti sarebbe peraltro necessaria minor burocrazia una semplificazione normativa e anche chiarezza sulle priorità, evidenziando che l’incolumità pubblica deve avere sempre prevalenza rispetto a qualsiasi altro fattore.
